Silvia Cauzzi è una psicoterapeuta junghiana, psicologa a psicoterapeuta dell’emergenza e del trauma; Lavora dal 2001 con ONG internazionali come Medici Senza Frontiere, ha partecipato e partecipa tuttora a numerose missioni in paese di guerra come Ukraina, Congo, Pakistan.
È in questo contesto che ha iniziato ad utilizzare lo strumento di skype per offrire sostegno, formazione e supervisione a psicologi e medici in missione. Questi ultimi, spiega Silvia Cauzzi in una conferenza, per le condizioni in cui vivono diventano spesso dei veri e propri pazienti; si trovano spesso a dover affrontare quelli che lei chiama “incidenti critici” (morti, rapimenti...) e sono comuni stati di ansia, depressione, paura, disturbi del sonno. Inoltre l’espatriare porta spesso ad isolarsi e la telecomunicazione permette di instaurare un contatto affettivo più intenso rispetto alla telefonata.
La piattaforma di cui lei si avvale e che rende possibile tutto ciò è EUTELMED, una piattaforma di video-consultazione conforme al codice del ministero della sanità francese. Il corpo di psicologi copre diverse lingue ed è necessario seguire un corso di formazione, direttamente dalla piattaforma, per prendere dimestichezza con lo strumento. Fra le possibilità offerte dallo strumento la psicologa sottolinea anche il mantenimento di un contatto con i suoi pazienti italiani nel momento in cui parte per le missioni
Interessante è come, spiega silvia Nuzzi, anche nel colloquio via skype ci siano delle regole da seguire per quanto riguarda il setting: mantenere una distanza adeguata dalla videocamera per poter vedere i rispettivi movimenti e la completezza della figura, visualizzare almeno in parte il setting in cui ci si trova al momento del dialogo. Fra i pregi attribuiti allo strumento di skype in questo ambito troviamo: rapido, immediato, famigliare e caldo. Come abbiamo detto infatti la possibilità di vedersi, permette di stringere un contatto più intimo e affettivo.


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